La corsa alla conformità europea sui cripto-asset sta producendo i primi risultati concreti in Italia. Conio, società fintech con sede nel nostro Paese, ha ricevuto l'autorizzazione a operare come fornitore di servizi su cripto-attività ai sensi del regolamento MiCAR, superando la verifica condotta da Consob e dalla Banca d'Italia prima della scadenza fissata al 30 giugno 2026.
Cosa permette la licenza
L'autorizzazione abilita Conio a offrire custodia, trasferimento e collocamento di asset digitali nell'ambito del quadro normativo europeo. La società punta a coprire una clientela ampia: investitori retail, istituti bancari, altri operatori fintech e organizzazioni che avviano progetti di tokenizzazione e gestione di asset digitali. Rientrano nel piano anche servizi in modalità white-label, pensati per realtà che vogliono integrare i cripto-asset nelle proprie offerte di investimento senza costruire l'infrastruttura da zero.
L'amministratore delegato Christian Miccoli ha sottolineato che il riconoscimento consolida il ruolo di Conio come partner per gli istituti finanziari che desiderano inserire asset digitali nei loro prodotti regolamentati, con un impegno continuativo su blockchain e tokenizzazione.
La scadenza del 30 giugno e le conseguenze per il settore
L'ottenimento dell'autorizzazione assume un peso preciso se letto in rapporto alla tempistica europea. Dal 1° luglio 2026, le società prive di licenza MiCAR non potranno più erogare i servizi coperti dal regolamento ai clienti residenti nell'Unione Europea. L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha chiarito che operare oltre quella data senza autorizzazione costituisce una violazione del diritto comunitario, e ha invitato i fornitori non conformi a predisporre piani di chiusura ordinata delle attività.
Conio ha evidenziato che, con l'avvicinarsi della fine del periodo transitorio, la licenza MiCAR non è più un elemento facoltativo ma un requisito operativo per chi intende restare attivo sul mercato europeo. L'approvazione ottenuta in anticipo consente all'azienda di presentarsi a banche e istituzioni già con uno status regolamentare definito, un vantaggio competitivo tangibile rispetto a operatori che stanno ancora completando l'iter autorizzativo.
