La firma del GENIUS Act negli Stati Uniti ha messo in moto una reazione a catena anche a Bruxelles. La Commissione europea ha avviato i lavori per aggiornare il regolamento MiCA — il quadro normativo sulle criptoattività entrato pienamente in vigore il 1° luglio 2026 — con l'obiettivo di adeguarlo a un contesto internazionale profondamente mutato.
Perché MiCA va aggiornato già ora
Il GENIUS Act americano — acronimo di Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins — ha ridefinito le condizioni operative per gli emittenti di stablecoin con sede negli Stati Uniti, aprendo la strada a una loro espansione globale. Per l'Europa, questo ha sollevato una domanda concreta: come trattare, nell'ambito di MiCA, i soggetti extra-UE che emettono stablecoin e intendono operare nei 27 stati membri?
La risposta che si profila prevede un'estensione del perimetro regolatorio. Secondo le indicazioni emerse dalla Commissione, i policymaker vogliono includere nel quadro aggiornato anche i pagamenti tokenizzati e i depositi tokenizzati, finora rimasti in una zona grigia normativa. L'obiettivo dichiarato è offrire maggiore certezza giuridica agli operatori statunitensi che puntano al mercato europeo, evitando sia il vuoto regolatorio sia una sovrapposizione disordinata di norme.
La consultazione pubblica su questi temi — già soprannominata dall'industria "MiCA 2.0" — resterà aperta fino al 31 agosto 2026 e affronta dossier come la finanza decentralizzata (DeFi), le stablecoin di emittenti terzi e altre aree che il testo originale non aveva disciplinato compiutamente.
ESMA entra in campo: vigilanza sulla custodia degli asset
Mentre il processo legislativo prende forma, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha deciso di non attendere. L'agenzia ha annunciato una revisione mirata dei Crypto-Asset Service Provider (CASP) già autorizzati, con focus specifico sui rischi operativi legati alla custodia degli asset dei clienti.
L'esame partirà a luglio 2026 e si protrarrà per tutta la prima metà del 2027. ESMA verificherà come le società crypto licenziate proteggono i fondi della clientela e gestiscono eventuali interruzioni operative, applicando per la prima volta in modo sistematico i criteri di resilienza previsti da MiCA.
La tempistica non è casuale: le imprese del settore hanno ottenuto l'obbligo di autorizzazione come CASP solo dal 1° luglio 2026, il che rende questa prima tornata di revisioni uno stress test reale del nuovo regime.
Lo scenario transatlantico sullo sfondo
Oltre al GENIUS Act, il Congresso americano sta portando avanti il Digital Asset Market Clarity Act, una proposta che punta a definire una struttura di mercato complessiva per le criptoattività negli USA. L'avanzare parallelo di queste iniziative legislative impone all'Europa una velocità di risposta che MiCA, nella sua versione attuale, non garantisce.
Il nodo centrale resta la competitività normativa: un framework europeo troppo rigido o lacunoso rispetto a quello americano rischia di disincentivare gli operatori dall'ottenere licenze nell'UE o, al contrario, di lasciare spazio a soggetti non regolamentati. Il processo di aggiornamento avviato dalla Commissione punta esplicitamente a evitare entrambi gli scenari, anche se i tempi concreti di una revisione legislativa formale slittano verosimilmente al 2027.
