La scadenza del 1° luglio 2026 ha costretto tutte le piattaforme crypto operanti nell'Unione Europea a ottenere un'autorizzazione formale oppure a cessare i servizi regolamentati. Una delle conseguenze più visibili di quella scadenza è stata la rimozione di USDT dagli exchange europei: Coinbase, Kraken e Crypto.com hanno sospeso il trading della stablecoin di Tether per i clienti continentali, perché l'emittente non ha presentato domanda di autorizzazione. Quell'episodio ha reso evidente una frattura nel quadro normativo che ora spinge Bruxelles a mettere mano al regolamento.
Una revisione che i diplomatici considerano inevitabile
Funzionari europei si aspettano che il regolamento sui mercati delle cripto-attività, noto come MiCA, venga riaperto nel 2027. Un diplomatico europeo, rimasto anonimo, ha dichiarato che il ritorno al tavolo legislativo appare ormai ineluttabile, citando le posizioni espresse dalla Banca Centrale Europea, l'evoluzione della tecnologia degli asset digitali e i cambiamenti intervenuti nella regolamentazione globale. Nessuna proposta formale è ancora stata pubblicata; qualsiasi modifica dovrà percorrere l'intero iter legislativo dell'Unione prima di entrare in vigore.
Il nodo centrale riguarda il trattamento delle stablecoin emesse al di fuori dell'UE. Le norme attuali hanno impedito a diversi emittenti stranieri di ottenere l'autorizzazione, tagliandoli fuori dagli exchange regolamentati. Una revisione potrebbe aprire un percorso alternativo per questi soggetti, pur mantenendo i requisiti europei in materia di riserve e trasparenza.
La consultazione della Commissione e la pressione americana
Lo scorso 20 maggio la Commissione Europea ha avviato una consultazione mirata per valutare se MiCA resti adeguato dopo la sua prima fase di applicazione. La scadenza per le risposte è stata prorogata al 30 settembre, con la partecipazione aperta a emittenti crypto, fornitori di servizi, autorità di vigilanza, banche centrali e ministeri delle finanze. Gli esiti alimenteranno la relazione prevista dagli articoli 140 e 142 del regolamento, che potrebbe essere accompagnata da una proposta legislativa qualora la Commissione concluda che le modifiche siano necessarie. Tra i temi sul tavolo figurano l'emissione di stablecoin, la finanza decentralizzata, gli asset tokenizzati e la supervisione transfrontaliera.
Sullo sfondo pesa l'accelerazione normativa degli Stati Uniti. L'adozione del GENIUS Act ha fissato un quadro federale per le stablecoin di pagamento, aumentando la pressione su Bruxelles affinché riveda la propria impostazione per non perdere competitività nell'attrazione di emittenti e investimenti.
Lo stato del mercato: chi è dentro e chi è fuori
Mentre il dibattito sulla revisione prende forma, il registro europeo conta già 42 emittenti di token di moneta elettronica autorizzati e 324 fornitori di servizi crypto abilitati. Circle ha ottenuto il via libera per USDC e EURC, mentre Bridge, società del gruppo Stripe, si è iscritta di recente al registro MiCA.
Tether, invece, rimane fuori. Il suo amministratore delegato Paolo Ardoino ha criticato esplicitamente l'obbligo di detenere una quota consistente delle riserve in depositi bancari europei, definendolo incompatibile con il modello operativo dell'azienda. Quella posizione spiega perché USDT, la stablecoin con la maggiore capitalizzazione al mondo, sia ancora priva di un percorso regolamentare nell'UE, e perché la revisione del 2027 sia attesa con interesse da operatori e investitori su entrambe le sponde dell'Atlantico.
