La strada legale per Sam Bankman-Fried si restringe ulteriormente. La Corte d'Appello del Secondo Circuito degli Stati Uniti ha respinto all'unanimità il ricorso presentato dall'ex fondatore di FTX, confermando la condanna a 25 anni di carcere emessa nel 2023 per frode e cospirazione. Un collegio di tre giudici ha ritenuto le prove raccolte dai procuratori federali ampiamente sufficienti a sostenere il verdetto della giuria.
Le ragioni del tribunale
Il giudice Barrington Parker, relatore della sentenza, ha definito il quadro probatorio presentato dall'accusa particolarmente solido. La corte ha rilevato una contraddizione netta tra il comportamento pubblico di Bankman-Fried — che rassicurava clienti, investitori e autorità di vigilanza sulla sicurezza dei fondi depositati — e quanto avveniva in parallelo: risorse di FTX venivano destinate a spese personali, donazioni politiche, investimenti e acquisti immobiliari.
Al centro del caso rimane il trasferimento di fondi dei clienti verso Alameda Research, il fondo di trading fondato dallo stesso Bankman-Fried. I procuratori di Manhattan avevano quantificato in circa 8 miliardi di dollari i capitali sottratti agli utenti della piattaforma. La corte d'appello ha chiarito che il reato di frode si configura nel momento in cui il denaro viene ottenuto con l'inganno, indipendentemente da qualsiasi intenzione successiva di restituzione: i clienti di FTX erano stati truffati già quando i loro fondi venivano spostati su Alameda Research.
L'argomento difensivo respinto
Il team legale di Bankman-Fried aveva puntato su un elemento specifico: sosteneva che il giudice distrettuale Lewis Kaplan avesse indebitamente escluso prove che avrebbero potuto dimostrare come l'imputato ritenesse FTX ancora in grado di onorare i prelievi dei clienti. La corte d'appello ha respinto questa linea argomentativa, richiamando principi giuridici consolidati: la buona fede soggettiva del defraudatore non cancella il danno già prodotto al momento della sottrazione dei fondi.
Durante il processo di primo grado, Bankman-Fried aveva ammesso errori gestionali nella conduzione di FTX, negando però di aver sottratto consapevolmente denaro ai clienti. Si era dichiarato non colpevole su tutti i capi d'accusa. La giuria lo aveva comunque condannato su sette punti, tra cui frode e cospirazione.
L'udienza d'appello non è la prima battuta d'arresto post-condanna. Bankman-Fried aveva in precedenza depositato una mozione ai sensi della Regola 33, con cui chiedeva un nuovo processo sulla base di presunte nuove prove e testimonianze. La richiesta era stata poi ritirata prima che il giudice Kaplan la respingesse formalmente nell'aprile scorso, osservando che i testimoni citati dalla difesa non erano nuovi e avrebbero potuto essere chiamati già durante il processo originale.
Cosa rimane aperto
Mentre Bankman-Fried sconta la pena in carcere, rimane pendente una domanda separata di grazia presidenziale, il cui iter è ancora in corso di esame. Le opzioni legali ordinarie si assottigliano: con la conferma in appello, la via giudiziaria tradizionale appare sostanzialmente esaurita, e la grazia rappresenta ormai l'unico canale alternativo concreto.
