La Francia accelera sul fronte regolatorio
Mentre l'Europa stringe i tempi sull'adozione del regolamento sui mercati delle cripto-attività, la Francia si conferma tra i paesi più reattivi del continente. Dopo l'Italia che con CheckSig è diventato uno dei primi paesi europei ad avere un oepratore cripto con licenza MiCAR ora anche Coinhouse, operatore parigino fondato nel 2014 sotto il nome "La Maison du Bitcoin", ha ottenuto dall'Autorité des Marchés Financiers (AMF) l'accreditamento come Prestataire de Services sur Crypto-Actifs (PSCA), il nuovo status previsto dal quadro normativo europeo MiCA. Si tratta di una delle prime autorizzazioni complete rilasciate in Francia, e consente alla società di offrire i propri servizi in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea senza dover richiedere ulteriori licenze nazionali.
L'autorizzazione, registrata dall'AMF con riferimento A2026-013, trasforma il precedente status di Prestataire de Services sur Actifs Numériques (PSAN) ottenuto da Coinhouse nel 2020 in una licenza MiCA a pieno titolo. Un percorso pluriennale di adeguamento normativo che ora si traduce in un vantaggio competitivo concreto: il cosiddetto "passaporto europeo", che abilita l'operatività transfrontaliera all'interno del mercato unico.
Sette servizi autorizzati, dalla custodia alla gestione discrezionale
La portata dell'autorizzazione va ben oltre la semplice attività di intermediazione. L'AMF ha abilitato Coinhouse a operare su sette categorie di servizi, tra cui l'acquisto e la vendita di cripto-attività, lo scambio con valute tradizionali o con altri asset digitali, la custodia e l'amministrazione per conto della clientela, il trasferimento di cripto-attività e — aspetto di rilievo — la consulenza in materia di investimenti e la gestione di portafogli in cripto-attività. Quest'ultimo punto eleva il profilo dell'operatore da semplice broker a soggetto abilitato a offrire servizi ad alto valore aggiunto, avvicinandolo al modello delle società di gestione del risparmio tradizionali.
Lo studio legale De Gaulle Fleurance ha affiancato Coinhouse nell'intero iter di accreditamento. La partner Anne Maréchal ha sottolineato come il completamento del processo rappresenti un passo fondamentale per operare all'interno di un quadro normativo armonizzato a livello europeo, e come il caso dimostri il valore di un approccio proattivo alla conformità regolamentare nel settore delle cripto-attività.
La scadenza di luglio 2026 come spartiacque
Il tempismo non è casuale. L'AMF ha ribadito già a febbraio che tutti gli operatori registrati sotto il precedente regime nazionale PSAN dovranno aver completato la transizione verso l'autorizzazione PSCA entro il 1° luglio 2026. Trascorsa quella data, solo i soggetti in possesso della licenza MiCA potranno continuare a prestare servizi sul territorio francese e, più in generale, nell'Unione Europea.
Coinhouse figura già nella lista pubblica dei fornitori autorizzati pubblicata dall'AMF, collocandosi tra il ristretto gruppo di operatori che hanno completato il processo prima della scadenza. Per gli altri attori del mercato — sia francesi sia europei — il conto alla rovescia è avviato: la finestra temporale si restringe e il costo dell'inerzia normativa si misura, in ultima analisi, nell'impossibilità di continuare a operare legalmente. Un promemoria tutt'altro che secondario in un settore che ha spesso privilegiato la velocità di crescita rispetto alla solidità del perimetro regolamentare.
