Quando l'intelligenza artificiale oscura il Bitcoin
Negli ultimi mesi il mercato delle criptovalute ha perso quella caratteristica che lo aveva reso irresistibile agli occhi degli investitori più dinamici: la capacità di attrarre flussi speculativi veloci. A spiegare il fenomeno è Matt Hougan, chief investment officer di Bitwise, che in una nota diffusa il 2 giugno ha tracciato un quadro lucido — e per certi versi scomodo — della situazione attuale. La tesi centrale è semplice: il ruolo di trade ad alto momento che per anni ha premiato chi puntava su BTC ed ETH è oggi occupato dai titoli legati all'intelligenza artificiale, alla robotica e persino da realtà come SpaceX.
Il cambiamento ha radici precise. Dal lancio pubblico di ChatGPT alla fine del 2022, il comparto AI ha calamitato attenzione e liquidità con una forza raramente vista sui mercati pubblici. Nvidia, protagonista indiscussa della corsa ai chip per l'AI, ne è l'esempio più citato: la sua ascesa ha trasformato l'intelligenza artificiale nel racconto dominante degli ultimi anni, lasciando il cripto in una posizione inedita, quella dello scommettitore controcorrente.
Hougan è esplicito: il mercato crypto è «brutale in questo momento». Ma chiarisce subito che non si tratta di un'eclissi definitiva, bensì di una trasformazione profonda del tipo di investitore — e di progetto — che il mercato è disposto a premiare.
Dai fondamentali al posto dell'entusiasmo
Se fino a poco tempo fa bastava cavalcare l'onda del sentiment positivo per ottenere rendimenti, ora il contesto impone un approccio diverso. Le scommesse contrarian richiedono pazienza e, soprattutto, analisi: ricavi verificabili, casi d'uso concreti, modelli di business funzionanti. Hougan sintetizza il concetto affermando che gli investitori ancora convinti del potenziale del settore privilegiano oggi i fondamentali rispetto all'entusiasmo collettivo.
Questa lettura trova conferma nei dati di mercato relativi a maggio. Mentre Bitcoin, Ethereum e Solana hanno continuato a subire pressioni, token come Hyperliquid, BNB, Zcash e Stellar hanno registrato guadagni. Una rotazione che, secondo Hougan, non è casuale: il mercato sta selezionando asset con narrazioni più chiare e dati più solidi, abbandonando l'esposizione crypto indifferenziata.
A pesare su Bitcoin concorrono anche fattori strutturali. I fondi ETF spot su BTC quotati negli Stati Uniti hanno attraversato una sequenza di 11 sessioni consecutive di deflussi netti, con oltre 3,4 miliardi di dollari usciti dal comparto. Il picco giornaliero ha toccato i 483 milioni di dollari in un singolo giorno, contribuendo a spingere il prezzo sotto i 70.000 dollari. Anche Binance Research ha collegato la debolezza recente del Bitcoin alla rotazione di capitali verso le azioni statunitensi, con i settori AI, difesa ed energia in cima alla lista delle destinazioni preferite.
Pressioni sull'offerta e prospettive di ripresa
Al quadro già complesso si aggiunge un'ulteriore fonte di incertezza: portafogli riconducibili all'exchange Mt. Gox hanno movimentato 10.306 BTC, equivalenti a circa 739 milioni di dollari. Nessuna vendita diretta è stata confermata, ma il semplice trasferimento ha alimentato timori su un potenziale aumento dell'offerta circolante in un momento di domanda fiacca.
Nonostante le difficoltà, Hougan individua segnali incoraggianti proprio in quegli angoli del mercato dove qualcosa si muove ancora al rialzo. La presenza di sacche di forza in asset minori potrebbe indicare che il ciclo correttivo è più vicino alla fine che all'inizio. La fase successiva, secondo l'analisi di Bitwise, dipenderà dalla capacità del settore di fare leva sui fondamentali, dall'evoluzione del quadro regolatorio e — non da ultimo — dalla disponibilità degli investitori a rientrare nel crypto una volta che la narrativa AI avrà perso parte del suo smalto.
