Un calo senza un colpevole unico
Bitcoin viaggia intorno ai 60.000 dollari, più del 50% sotto il picco di ottobre 2025, quando aveva toccato quota 126.000 dollari. Changpeng Zhao, fondatore di Binance noto come CZ, ha offerto la sua lettura di questo ribasso prolungato: non esiste un singolo evento responsabile della debolezza che ha caratterizzato il mercato crypto nella prima metà del 2026.
L'anno era partito con BTC attorno agli 89.000 dollari, con un breve rally fino a circa 96.000 dollari prima della discesa. Secondo Zhao, tre fattori distinti hanno contribuito al deterioramento: le tensioni geopolitiche internazionali, la corsa agli investimenti nell'intelligenza artificiale e la dinamica ciclica quadriennale che ha storicamente scandito i ritmi del mercato crypto. L'assenza di una causa singola rende più difficile identificare quando e come potrebbe invertirsi la tendenza.
Il capitale si sposta verso l'AI
Tra le variabili citate da Zhao, quella dell'intelligenza artificiale merita attenzione particolare. A suo avviso, settori emergenti come l'AI stanno drenando liquidità speculativa che in un altro contesto sarebbe confluita nelle criptovalute. Si tratta, nella sua interpretazione, di una rotazione temporanea del capitale, non di un abbandono strutturale degli asset digitali.
Il fenomeno è misurabile. Gli investitori hanno diretto risorse ingenti verso infrastrutture AI, semiconduttori, cloud computing e robotica proprio mentre i prezzi crypto cedevano terreno. A questo si aggiunge un calo dell'interesse pubblico: le ricerche online legate alle criptovalute hanno toccato i minimi degli ultimi dodici mesi, anche se BTC rimane ampiamente sopra i livelli del mercato ribassista del 2022. La domanda retail, che tipicamente alimenta le fasi di rialzo, fatica a materializzarsi quando l'attenzione collettiva è altrove.
Il ciclo quadriennale regge ancora?
L'altro nodo sollevato da Zhao riguarda il ciclo quadriennale legato agli halving di Bitcoin. Questo schema ha guidato le aspettative degli investitori per oltre un decennio, ma la sua validità nel 2026 è oggetto di dibattito crescente. Con BTC oltre il 50% sotto il massimo storico recente, i trader si dividono tra chi vede un normale consolidamento ciclico e chi ipotizza che le dinamiche di mercato si siano strutturalmente modificate.
Le tensioni geopolitiche completano il quadro. L'incertezza globale spinge gli investitori istituzionali a ridurre l'esposizione agli asset più volatili, e le criptovalute rientrano storicamente in questa categoria nelle fasi di stress internazionale.
Zhao ha ribadito una prospettiva di lungo periodo invariata: la domanda di tecnologia finanziaria digitale crescerà, e con essa il ruolo del settore crypto. Aveva già sostenuto in precedenza che i Paesi che non adotteranno blockchain e AI rischiano di accumulare svantaggi economici. Una visione che, per ora, non cancella la difficoltà concreta del momento attuale.
