La crittografia che protegge Bitcoin, Ethereum e le principali criptovalute è al sicuro dai computer quantistici attuali. A dirlo è Jimmy Su, Chief Security Officer di Binance, che ha affrontato il tema con una serie di risposte pubblicate l'11 agosto, smontando l'allarmismo diffuso senza però archiviare la questione come irrilevante.
Il vero stato dei computer quantistici
I sistemi quantistici esistenti sono ancora lontani dal raggiungere la scala e l'affidabilità necessarie per attaccare gli algoritmi crittografici su cui si reggono le reti blockchain. Il problema teorico ruota attorno all'algoritmo di Shor: un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe risolvere il problema matematico alla base della crittografia a curve ellittiche, ricavando una chiave privata da una pubblica ed eventualmente falsificando transazioni. Nessun sistema attuale è in grado di farlo.
A rendere il dibattito più concreto ha contribuito una ricerca di Google Quantum AI pubblicata a marzo: secondo quella stima, violare una curva ellittica a 256 bit potrebbe richiedere, in futuro, meno di 500.000 qubit fisici, con un'operazione completabile in pochi minuti date certe condizioni hardware specifiche. Il dato è rilevante perché rappresenta circa venti volte meno qubit rispetto a una precedente stima, frutto di miglioramenti algoritmici più che di un avanzamento equivalente nell'hardware effettivamente disponibile.
Su ha inquadrato la questione con una logica preventiva: affrontare il tema adesso non segnala un'emergenza imminente, ma serve a evitare che ci si trovi impreparati quando il rischio diventerà concreto. Attendere che la minaccia si materializzi, ha spiegato, potrebbe rivelarsi una scelta controproducente.
Le minacce reali di oggi e la preparazione del settore
Per gli utenti comuni, Binance non raccomanda alcun cambiamento immediato nelle pratiche di custodia dei propri asset digitali. Su ha indicato che phishing, malware, ingegneria sociale, credenziali compromesse e vulnerabilità dei wallet restano pericoli molto più urgenti di qualsiasi scenario quantistico. I consigli operativi sono quelli classici: custodire con cura le frasi di recupero, usare software affidabili, mantenere le applicazioni aggiornate ed evitare il riutilizzo degli indirizzi.
Un avvertimento specifico riguarda i prodotti che si autocertificano come "quantum proof": adottare soluzioni non testate per proteggersi da una minaccia futura può introdurre vulnerabilità concrete nell'immediato, un rischio che Su ha definito concreto e sottovalutato.
Sul fronte istituzionale, il NIST — l'ente statunitense per la standardizzazione — ha finalizzato tre standard di crittografia post-quantistica e raccomanda alle organizzazioni di avviare la migrazione prima che la minaccia crittografica diventi effettiva. Nel settore crypto, diverse aziende legate all'ecosistema Bitcoin hanno annunciato uno stanziamento complessivo di 15 milioni di dollari distribuito su tre anni per finanziare ricerca sulla sicurezza e sul rischio quantistico. La blockchain Sui ha invece pianificato l'introduzione di vault quantum-safe entro quest'anno e un'autenticazione degli account nativa post-quantistica nel rollout della mainnet previsto per il 2027.
Binance ha dichiarato di monitorare l'evoluzione della tecnologia quantistica, di valutare i nuovi standard di sicurezza e di preparare la propria infrastruttura in vista di eventuali migrazioni future delle reti blockchain. Una posizione che riflette l'approccio prevalente nel settore: vigilanza attiva, senza urgenza operativa nell'immediato.
