Cosa sono le stablecoin

Le criptovalute pensate per non oscillare: a cosa servono, come funzionano e perché "stabile" non significa "senza rischi".
Il problema che risolvono
Chi si avvicina alle criptovalute si scontra presto con la loro volatilità. Il valore di Bitcoin o Ethereum può muoversi di parecchi punti percentuali in una sola giornata. Per chi specula va benissimo, ma diventa un ostacolo quando vuoi semplicemente usare le crypto come denaro. Nessuno vuole ricevere lo stipendio in una moneta che domani potrebbe valere un quinto in meno, né pagare un caffè con qualcosa che tra un'ora potrebbe valere il doppio.
Le stablecoin nascono per colmare questo vuoto. Sono criptovalute progettate per mantenere un valore stabile nel tempo, di solito ancorato a una valuta tradizionale come il dollaro o l'euro. Una stablecoin agganciata al dollaro punta a valere sempre circa un dollaro, oggi come tra sei mesi.
In questo modo mettono insieme due mondi: la stabilità del denaro tradizionale e la velocità, l'apertura e la programmabilità di una blockchain.
A cosa servono davvero
Le stablecoin sono diventate uno degli strumenti più usati dell'intero settore, e i motivi sono molto concreti.
Funzionano come riparo dalla volatilità. Un investitore che vuole chiudere una posizione senza convertire tutto in euro e prelevare può parcheggiare i fondi in una stablecoin, restando dentro il mondo crypto ma al riparo dalle oscillazioni.
Sono la valuta di scambio principale sugli exchange. La maggior parte delle coppie di trading è denominata in stablecoin, che fanno da unità di conto stabile per comprare e vendere le altre criptovalute.
Rendono i pagamenti internazionali rapidi ed economici. Spedire stablecoin dall'altra parte del pianeta richiede pochi minuti e costa una frazione di un bonifico tradizionale. Per questo vengono molto usate per le rimesse verso Paesi con valute deboli o con un accesso bancario difficile.
Alimentano la finanza decentralizzata. Buona parte delle applicazioni DeFi, di cui parleremo in una guida apposita, ruota attorno alle stablecoin per prestiti, scambi e rendimenti.
Come fanno a restare stabili
Non tutte le stablecoin tengono il loro valore nello stesso modo, e il meccanismo che usano fa una differenza enorme, perché da lì dipende quanto ci si può fidare.
Il modello più diffuso è quello delle stablecoin garantite da valuta tradizionale. Per ogni token in circolazione, chi lo emette tiene da parte l'equivalente in riserve reali, di norma dollari e strumenti molto liquidi come titoli di Stato a breve termine. Chi possiede il token, in teoria, può sempre riscattarlo per un dollaro vero. Gli esempi più noti sono USDT, emessa da Tether, e USDC, emessa da Circle. Tutta la loro affidabilità poggia sull'esistenza effettiva di quelle riserve, e quindi sulla serietà e sulla trasparenza dell'emittente.
Ci sono poi le stablecoin garantite da altre criptovalute. Al posto di dollari in banca, a coprirle ci sono asset crypto bloccati dentro contratti automatici. Siccome questi asset sono a loro volta volatili, il sistema impone di depositare più valore di quello emesso, una sovracollateralizzazione che fa da cuscinetto contro i cali. L'esempio classico è DAI. Il pregio è che tutto avviene sulla blockchain, in modo verificabile e senza un'azienda al centro.
Esiste infine la categoria più insidiosa, quella delle stablecoin algoritmiche. Qui non ci sono riserve a fare da garanzia, ma un software che prova a tenere il prezzo agganciato regolando in automatico la quantità di token in circolazione. Sulla carta è un'idea elegante. Alla prova dei fatti si è rivelata fragile.
La lezione di Terra
Nel maggio del 2022 una delle principali stablecoin algoritmiche, chiamata UST, perse l'aggancio al dollaro e si disintegrò nell'arco di pochi giorni, portandosi dietro decine di miliardi di dollari e l'intero ecosistema costruito attorno a lei. Il meccanismo che avrebbe dovuto stabilizzarla, una volta innescata la corsa alla vendita, finì per accelerare il tracollo anziché contenerlo.
Da quell'episodio è rimasto un insegnamento valido per qualsiasi stablecoin: la parola "stabile" descrive un obiettivo, non una promessa mantenuta a prescindere. Una stablecoin vale quanto vale ciò che la sostiene, che siano riserve o un meccanismo. Quando quella fiducia si incrina, perfino una moneta che dovrebbe valere sempre un dollaro può scollarsi dal suo aggancio. Questo allontanamento dal valore di riferimento, nel gergo, si chiama depeg.
La regolamentazione
Data la loro diffusione e i rischi che possono portare con sé, le stablecoin sono finite sotto la lente dei legislatori in gran parte del mondo. Per chi opera in Italia il riferimento è il regolamento europeo MiCA.
MiCA distingue due tipi di stablecoin. Gli EMT, cioè i token di moneta elettronica, sono ancorati a una sola valuta come il dollaro o l'euro, e sono i più comuni. Gli ART, i token collegati ad attività, si riferiscono invece a un paniere di valute, materie prime o altri asset. In entrambi i casi l'emittente è tenuto a mantenere riserve a piena copertura e a garantire il rimborso su richiesta.
Sul piano pratico questo ha già cambiato le carte in tavola per gli utenti europei. USDC di Circle si è messa in regola e resta disponibile sugli exchange autorizzati, mentre USDT di Tether, non conforme ai requisiti, è stata rimossa dalle principali piattaforme regolamentate dell'Unione. Il periodo di transizione previsto da MiCA si chiude il primo luglio 2026, data entro cui gli operatori devono essere in regola. È bene ricordare che si tratta di un'area in rapido movimento, in Europa come negli Stati Uniti, e che conviene sempre controllare la situazione aggiornata prima di prendere decisioni.
In sintesi per chi inizia
Le stablecoin sono lo strumento che rende le criptovalute spendibili come denaro di tutti i giorni, e con ogni probabilità le incontrerai molto presto, foss'anche solo per spostare valore da un'operazione all'altra senza esporti alle oscillazioni.
Al momento di sceglierne una, la domanda da porsi non è soltanto a quale valuta è agganciata, ma chi o cosa garantisce quell'aggancio e quanto è trasparente. Una stablecoin solida è coperta da riserve verificabili o da meccanismi ben collaudati. Una che promette stabilità senza spiegare come la ottiene va trattata con molta prudenza.