Come funziona una transazione

Cosa succede davvero quando invii o ricevi criptovalute, dal momento in cui premi "invia" fino alla conferma definitiva.
Premi "invia", e poi?
Mandare criptovalute sembra semplice come fare un bonifico: inserisci un indirizzo, scrivi l'importo, confermi. Dietro quel gesto, però, succede qualcosa di molto diverso da quello che fa una banca. Nessun istituto sposta soldi da un conto all'altro. Viene invece spedito un messaggio firmato a una rete di computer, che lo verifica e poi lo incide nella blockchain.
Seguiamo passo per passo il percorso di una transazione, prendendo come esempio Anna, che vuole inviare dei bitcoin a Luca.
Cosa contiene una transazione
Con il suo wallet, Anna costruisce un messaggio fatto di poche informazioni essenziali: l'indirizzo di Luca come destinazione, l'importo da inviare e una commissione, la fee, destinata a chi elaborerà l'operazione.
A queste si aggiunge l'elemento decisivo, la firma digitale. Usando la propria chiave privata, il wallet di Anna firma la transazione. Quella firma dimostra a chiunque che è davvero la titolare dei fondi a volerli spendere, ma non rivela la chiave privata. Tutti nella rete possono verificarne la validità, nessuno può falsificarla.
Da nessuna parte, in tutto questo, compare il nome di Anna o di Luca. Sulla blockchain viaggiano indirizzi, non identità.
Il viaggio nella rete
Una volta firmata, la transazione viene trasmessa. Il wallet di Anna la passa ad alcuni nodi vicini, che la controllano e la inoltrano ad altri nodi, i quali fanno lo stesso. Nel giro di pochi secondi tutta la rete ne è al corrente.
Per ora, però, la transazione non è ancora confermata. Aspetta in una sala d'attesa, l'insieme delle operazioni in sospeso che nel gergo di Bitcoin prende il nome di mempool. Resta lì finché qualcuno non la raccoglie per inserirla in un blocco.
La conferma
I blocchi, come racconta la guida sulla blockchain, vengono costruiti dai miner nelle reti proof-of-work e dai validatori in quelle proof-of-stake. Costoro pescano le transazioni dalla sala d'attesa, le impacchettano in un nuovo blocco e lo agganciano alla catena.
Nel momento in cui il blocco con la transazione di Anna entra nella catena, arriva la prima conferma. Da lì il trasferimento è registrato e Luca vede i fondi accreditati.
Per importi significativi, però, si tende ad aspettare più conferme, cioè che sopra quel blocco se ne accumulino altri. Ogni blocco aggiunto rende l'operazione più difficile da annullare, perché tornare indietro vorrebbe dire rifare anche tutti i blocchi successivi. Per una piccola somma può bastare una conferma sola, mentre per cifre importanti molti ne aspettano diverse. Ecco perché ogni tanto un trasferimento resta segnato come "in elaborazione" per qualche minuto.
Le commissioni
La fee non è un balzello inutile. Ricompensa chi elabora le transazioni e contribuisce a tenere in piedi la rete, ma ha anche un ruolo pratico immediato: nei momenti di traffico, chi offre una commissione più alta viene servito per primo.
Assomiglia a una corsia preferenziale. Quando in tanti vogliono inviare fondi nello stesso istante e la rete si congestiona, le commissioni salgono e chi paga di più passa avanti. Nelle ore tranquille, al contrario, si invia spendendo pochissimo. Per questo la fee non ha un valore fisso ma oscilla in continuazione, e quasi tutti i wallet la calcolano da soli proponendo una cifra ragionevole.
Un dettaglio che spiazza chi arriva dal mondo bancario: la commissione dipende da quanto è affollata la rete, non da quanto invii. Spostare una cifra enorme può costare meno che spostarne una minima in un'ora di punta.
Niente marcia indietro
Le transazioni in criptovaluta sono irreversibili, e conviene farci l'abitudine fin da subito. Quando un'operazione è confermata, non c'è un'assistenza clienti che possa stornarla, né un modo per richiamarla indietro.
La conseguenza è molto concreta. Mandare fondi all'indirizzo sbagliato significa, nella quasi totalità dei casi, averli persi. Lo stesso vale se li invii sulla rete sbagliata. Prima di confermare vale sempre la pena ricontrollare l'indirizzo del destinatario, meglio se copiato e incollato anziché digitato a mano, dando un'occhiata ai primi e agli ultimi caratteri. Tanti wallet lasciano scansionare un QR code proprio per togliere di mezzo gli errori di battitura.
Vista così, l'irreversibilità è anche un pregio, perché chiude la porta a frodi e contestazioni pretestuose. Il prezzo da pagare è che la responsabilità ricade interamente su di te.
Seguire una transazione
A ogni transazione viene assegnato un codice identificativo unico, una lunga stringa chiamata hash della transazione, o più brevemente TXID. Con quel codice puoi controllarne lo stato su un block explorer, un sito che permette di consultare liberamente tutto ciò che accade su una blockchain pubblica.
Incollando il TXID nell'explorer scopri se la transazione è ancora in coda o già confermata, quante conferme ha raccolto, quanta fee è stata pagata e in quale blocco è finita. Diventa comodo quando un trasferimento sembra impantanato e vuoi vedere a che punto è davvero, anziché tirare a indovinare.
Quando sembra che qualcosa non vada
Soprattutto agli inizi capita di allarmarsi senza vero motivo. Ecco i casi più frequenti:
La transazione resta in sospeso da qualche minuto. Nove volte su dieci sta solo aspettando il suo blocco, magari perché la fee scelta era bassa e la rete intasata.
I fondi non compaiono subito sull'altro wallet. Di solito è questione di conferme da attendere, o di un wallet ricevente che le mostra con un leggero ritardo.
Hai inviato su una rete diversa da quella prevista. Questo è il caso davvero serio: molte criptovalute esistono su più reti, e usare quella sbagliata può rendere i fondi irrecuperabili. Verifica sempre che mittente e destinatario parlino la stessa rete.
Con questi pochi concetti, inviare e ricevere criptovalute diventa un'operazione che sai leggere in ogni sua fase: cosa contiene il messaggio, che strada percorre e come controllarne lo stato quando qualcosa ti lascia in dubbio.